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Nuovo obbligo assicurativo contro eventi catastrofali per le imprese: cosa cambia e come adeguarsi

Dal 31 marzo 2025 una parte delle imprese italiane è obbligata a stipulare una polizza contro eventi catastrofali come alluvioni, terremoti e frane. Vediamo cosa cambia, le scadenze e come adeguarsi.

Nuovo obbligo assicurativo contro eventi catastrofali per le imprese: cosa cambia e come adeguarsi

A partire dal 31 marzo 2025, una parte delle imprese italiane (le grandi imprese) sarà obbligata a stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali, come alluvioni, inondazioni, esondazioni, terremoti e frane.

Questa nuova misura è stata introdotta dal governo italiano per garantire una maggiore protezione alle aziende, in particolare quelle che operano in aree a rischio di disastri naturali, e per favorire una rapida ripresa economica in caso di eventi imprevisti.

L’obbligo di copertura assicurativa rientra in un più ampio quadro di politiche di prevenzione e protezione che mirano a tutelare il tessuto economico nazionale. In un contesto di crescente frequenza e intensità dei fenomeni climatici estremi, l’introduzione di questa normativa si propone come una risposta efficace per ridurre i danni economici alle imprese e salvaguardare i posti di lavoro. La decisione nasce anche dalla consapevolezza che le calamità naturali, purtroppo, non sono più eventi sporadici, ma rappresentano una minaccia sempre più concreta.

Le scadenze per le altre imprese

Per le altre imprese l’obbligo è disciplinato in questo modo:

  • per le imprese di medie dimensioni, come definite ai sensi della direttiva (UE) 2023/2775, al 1° ottobre 2025;
  • per le piccole e micro imprese, come definite ai sensi della direttiva (UE) 2023/2775, al 1° gennaio 2026.

Cosa comporta l’obbligo

Ogni azienda dovrà dotarsi di un’assicurazione che copra i danni derivanti da eventi naturali e che colpisca i beni come terreni, fabbricati, impianti, macchinari, nonché attrezzature industriali e commerciali. Tutti beni iscritti nello stato patrimoniale, a qualsiasi titolo impiegati per l’attività d’impresa, con esclusione di quelli già assistiti da analoga copertura assicurativa, anche se stipulata da soggetti diversi dall’imprenditore che li impiega (leasing).

La polizza, immediatamente tutelante dai danni materiali (l’obbligo al momento è solo per questi), può essere estesa — dipende dalla compagnia di assicurazione — all’interruzione dell’attività (danni indiretti), come anche ad altri eventi, tipo quelli atmosferici, e ancora ad altri beni come le merci. Sarà importante che ogni impresa valuti attentamente le proprie esigenze e scelga una copertura adeguata, in modo da garantirsi una protezione efficace.

Come adeguarsi

Per evitare problematiche e oneri imprevisti, le imprese dovranno cominciare a pianificare e stipulare la polizza nei prossimi mesi, soprattutto quelle che non hanno l’obbligo immediatamente vigente, facendo attenzione a confrontare le offerte delle diverse compagnie assicurative. È consigliabile rivolgersi a consulenti esperti in materia per selezionare la polizza più adatta alle specifiche necessità. Potrebbero inoltre essere varati incentivi per le PMI, al fine di agevolare la transizione verso questo nuovo obbligo.

In sintesi, l’obbligo di copertura assicurativa per le calamità naturali rappresenta un passo importante per garantire la sicurezza e la stabilità delle imprese italiane in un contesto sempre più esposto ai rischi ambientali. L’adozione di questa misura, se ben implementata, contribuirà a costruire un tessuto economico più solido e preparato ad affrontare le sfide del futuro.

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